Volti della Birmania

Ciao, oggi riporto alcune riflessioni fatte durante il mio intenso soggiorno in Birmania.   Che emozioni intense, tanti incontri con persone diversissime da noi eppure, in fin dei conti, così uguali.  Ogni cosa è estranea alle nostre abitudini. Molti spunti meditativi sono suscitati da questa gente pacifica e sempre sorridente, dalla loro religione, dalle loro abitudini estremamente semplici Qui milioni di persone praticano il buddismo che è una filosofia di vita e che gli uomini hanno modificato in religione. E come tale è adornata dagli orpelli comuni a tutte le altre: santi, icone, immagini, statue, santuari, pagode, luoghi sacri; insomma un bel mercato. Una delle nostre guide, molto religiosa, crede nella reincarnazione che serve per meritarsi il nirvana un nonluogo simile al paradiso. Non la contraddico ma penso che dal punto di vista cristiano lei come altri miliardi di persone non andrà mai in quel “luogo” perché la religione cristiana la esclude in quanto non battezzata. E poi faccio un’altra riflessione sulla presunzione umana. E dico a Loredana che mi è vicina: ” Sai che la nostra cultura è molto più presuntuosa ed arrogante della loro?” Lei mi risponde:”Di questo me ne sono accorta ascoltandoli e vedendoli vivere. Perché fai questa riflessione?” La rendo partecipe dicendole:”Loro per accedere all’eternità ci impiegano più vite, noi una sola. I cristiani con 50/80 anni di vita si sistemano per l’eternità. Ed i mussulmani non sono da meno!” In pratica il genere umano pretende un’eternità per aver avuto in dono la vita.    …..

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